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La FOR H s.r.l. (For Handicap) è una società che segue l'organizzazione, la promozione, la sponsorizzazione di manifestazioni ed eventi di carattere sportivo, culturale e sociale sia in conto proprio che per conto di terzi ed in modo particolare, ma non esclusivo, a favore di soggetti svantaggiati.

Si occupa inoltre della promozione di progetti formativi per ragazzi bambini non vedenti "Gioco Atletica".

Collabora con il Gruppo sportivo G.S.Brixia non vedenti al fine di promuovere lo sport dei soggetti diversamente abili.


For h s.r.l.
via 13a n. 41
25125 Villaggio Sereno (Brescia)
cell. 3381765074






Lettera di Cinzia navigatrice non vedente dopo l'esperienza di Idro 9 novembre 2003

Un brivido chiamato Porsche

Crone di Idro (BS) domenica 9 novembre ore 11.30:

il cielo, ieri abitato da nuvoloni di pioggia e di neve, oggi mostra sgombro il tenue sole invernale.

Sul piazzale decine di macchine sportive un po' sbuffando, come signore che si incipriano il naso e si aggiustano la gonna prima di una sfilata, sono intente negli ultimi preparativi: il controllo delle gomme e dei freni, il posizionamento dei sedili, la prova cinture.

"30 secondi!" - annuncia tranquilla la voce dello starter - Seduti in braccio ad una porche azzurra, Christian il mio pilota, e io navigatrice con lo schema radar sulle ginocchia chiacchieriamo: è il suo primo rally e anche per me è la prima vera esperienza. L'eccitazione si fa sentire, ma è ancora la mente a far da padrone.

"10 secondi!" - ci informa lo starter – nella mia pancia scorrono veloci gli ultimi brividi dell'attesa. Il motore mormora smanioso di far fuori uscire la sua potenza.

"5 secondi!" le parole si fermano sulla bocca e quando Christian, il piede che scalpita sull'acceleratore, libera la frizione il mio cuore salta dritto in gola, dove riecheggia il fremito del motore.

Il rombo taglia secco l'aria e disegna con l'odore dei motori una scia che oltrepassa tutto ciò che ci circonda. I finestrini abassati, ci raggiungono dirompenti le grida dei tifosi e il ruggito delle altre macchine, come belve che si sfidano, mostrano i denti e alzano la voce.

Nelle prove speciali i battiti sembrano impazzire, sballottati tra una curva a destra ed una a sinistra, una frenata improvvisa, il fiato sospeso.

Le gomme mordono voraci l'asfalto.

Nemmeno un'ora di stop per il pranzo e poi eccoci di nuovo via a sfrecciare sulle strade; questa volta ancora più veloci! Ormai l'intesa tra pilota e navigatore è forte, piena dello stesso piacere intenso e del desiderio crescente di velocità che, come una forza interiore, si impadronisce di noi e spumeggiante ci trascina con sè.

Sembra di stare al centro di un vortice: ci siamo solo noi, la macchina e, attorno, solo la strada che impaziente ci aspetta.

Sono già le 16.30 e con quasi 200 km alle spalle il rally è finito. Christian ed io appagati scendiamo dalla Porche. Le gambe portano ancora i fremiti della corsa.

La tensione accumulata è tanta, siamo stanchi, ma l'emozione provata è più viva che mai e più forte di ogni stanchezza.

Mi chiamo Cinzia, ho 27 anni e sono non vedente. Se ho potuto vivere l'ebrezza di una Porsche è grazie a Gilberto Pozza, promotore del progetto MITE (mit, insieme, togheter, ensamble) che vede, a fianco di alcuni piloti sensibili a quest'iniziativa innovativa, dei ragazzi ciechi, muniti di schema radar in Braille, calarsi nei panni emozionanti del navigatore. Ed "insieme" è la parola che meglio di ogni altra descrive l'esperienza del rally dove il pilota e il suo navigatore insieme, l'uno grazie alla presenza dell'altro, corrono verso una meta comune.
 
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