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IL PROGETTO M.I.T.E.
Il Progetto MITE nasce nel 2000 a Brescia, grazie all'esperienza e alla creatività di Gilberto Pozza, che con Bruno Ferrari, un collega di lavoro con la passione per le auto da rally, ha partecipato al RAAB (Rally dell'Alto Appennino Bolognese) versione regolarità sport, come navigatore, prova brillantemente superata nonostante un grave handicap visivo; e allora perchè non dare ai non vedenti la possibilità di avvicinarsi a questo mondo?... D'altronde Mit, Insieme, Together, Ensemble (MITE), insomma collaborando tutto è possibile... È un progetto di sport che lancia un messaggio forte: non permettiamo al nostro handicap di sconfiggerci, facciamoci conoscere, facciamoci vedere, indichiamo "la strada giusta da percorrere" a chi lotta accanto a noi per tagliare sempre nuovi traguardi. È per questo motivo che il Progetto MITE si rivolge a tutti i non vedenti ed ipovedenti che intendono provare l'ebrezza dell'automobilismo. È rivolto anche a tutti i piloti più o meno esperti che vogliono credere in noi, perchè si stupiranno di quanto siamo preparati e di quanto ci impegneremo per vincere, non solo per arrivare! Ci siamo rivolti e continueremo a rivolgerci anche a tutte le istituzioni, come l'ACI (Automobile Club d'Italia) e la CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana), e le organizzazioni delle varie competizioni, che già hanno creduto in noi, nella nostra crescita e grazie alle quali è possibile vivere l'automobilismo competitivo sempre nelle migliori condizioni di gara e di sicurezza. L'Aci e la Csai ci hanno dimostrato la loro fiducia attraverso il rilascio di tessere sperimentali per navigatori non vedenti nel 2003 e delle licenze ufficiali nel 2004. È grazie alla tempestiva distribuzione dei road-book proprio da parte delle organizzazioni, inoltre, che ci è possibile effettuarne la verifica e trascriverlo in braille con la massima precisione. Torna il tema della collaborazione che, come possiamo vedere, è ingrediente fondamentale già da prima della gara!
LE GARE DI REGOLARITÀ
Tra i diversi tipi di competizione tra cui è possibile scegliere nel mondo delle specialità rallistiche, quella che ci è stato maggiormente possibile avvicinare è la gara di regolarità. Ma di che cosa si tratta? Cosa ci racconta il passato del mondo dei rally? Fino agli anni '60, quando le case automobilistiche FIAT, Alfa e Lancia (leader quest'ultima nei campionati rally) erano ancora in concorrenza fra loro, investivano su giovani talenti per avvicinarli al mondo del rally, facendoli inizialmente gareggiare in competizioni di regolarità, in cui il pilota era messo alla prova per l'abilità nel rispettare al centesimo i tempi imposti, dato che non bisognava essere veloci per vincere, ma "puntuali"... cronometro alla mano, ovviamente! Col tempo questo tipo di competizione si trasformò in un gioco da piazzale. La CSAI ne annullò il campionato. Solo negli ultimi anni sta tornando ad essere praticato, grazie soprattutto agli appassionati di auto storiche che attraverso la regolarità possono ancora sfoggiare il fascino e la potenza delle loro auto d'epoca (nelle regolarità sport si usano auto ex-rally immatricolate fino al dicembre '86) e mettere alla prova sportivamente la coordinazione e lo stile di chi conosce bene la propria auto e ne ha il pieno controllo, senza contare anche un eccellente navigatore! Oggi esistono la regolarità classica e la regolarità sport. Stesso feeling pilota-auto e pilota-navigatore; a distinguerle ci sono spesso il tipo di automobile utilizzata, più vecchie per le regolarità classiche, e le modalità di svolgimento della gara: la regolarità classica ad esempio si svolge su tratti stradali aperti al traffico sia durante il trasferimento, sia durante le cosiddette prove cronometrate. La regolarità sport invece si avvicina molto di più alle modalità di svolgimento di un rally: i trasferimenti sono su tratti stradali normalmente aperti al traffico, ma le prove cronometrate sono su strade chiuse e con tutti i vantaggi di sicurezza che solitamente caratterizzano il rally. Ma vediamo come si svolge una gara di regolarità e quali sono i compiti e le caratteristiche di un buon navigatore.
LA REGOLARITÀ
La gara di regolarità è suddivisa in settori, ognuno dei quali comprende tratti di trasferimento ed una o più prove cronometrate. Solitamente il primo settore di ogni gara è di puro trasferimento. Ogni settore deve essere percorso in un tempo stabilito dall'organizzazione ed indicato sulla tabella tempi e distanze consegnata ai navigatori prima della partenza insieme alla tabella di gara su cui i commissari riporteranno i tempi rilevati. Il percorso da seguire, distinto in trasferimenti e prove dei vari settori, è interamente indicato sul road-book in braille. Consideriamo una gara immaginaria che si svolge su due soli settori: settore 1 da A a B e settore 2 da B a C. Se il primo settore va da A a B ed il tempo imposto è di 50 minuti con partenza stabilita per le 12:00, bisognerà raggiungere il punto B alle 12:50. Se il secondo settore ha un tempo imposto di 40 minuti e presenta (sempre all'inizio) una p.c. (prova cronometrata) di 5 minuti e 20 secondi la p.c. si svolgerà dalle 12:53 alle 12:58 e 20 secondi mentre bisognerà raggiungere il punto C alle 13:33 aggiungendo i 40 minuti imposti alla partenza del nuovo settore stabilita alle 12:53. I 3 minuti che, come abbiamo potuto notare, dividono il primo settore dal secondo sono quelli che obbligatoriamente devono essere concessi all'equipaggio prima di una p.c. per indossare i caschi obbligatori e sistemare gli ultimi particolari per affrontare al meglio la prova. Durante la gara, oltre ai tratti di trasferimento e alle p.c., esistono anche i riordini, solitamente di almeno 30 minuti, in cui è possibile scendere dalla macchina e riprendere fiato: anche i riordini rappresentano un settore per cui bisogna entrare e uscire dall'area predisposta ad orari stabiliti.
I C.O. ED I PRESSOSTATI
Le modalità con cui i commissari di gara rilevano i tempi degli equipaggi a seconda che si tratti della fine di un trasferimento o di una p.c. sono diverse. La fine di un trasferimento infatti è rilevata attraverso un controllo orario (C.O.) per cui è sufficiente che il navigatore scenda dalla macchina e consegni ai commissari la tabella di gara nel minuto imposto. Se, come nell'esempio sopra, bisogna arrivare al punto B alle 12:50 alla fine del settore ci sarà un C.O. con dei commissari di gara. Sarà sufficiente consegnare la tabella tra le 12:50 e le 12:50 e 59 secondi per rispettare il tempo imposto. La postazione dei commissari è segnalata da un cartello rosso ed anticipata da un cartello giallo: nel caso cui si arrivi in largo anticipo al C.O. per non pagare penalità è possibile fermarsi davanti al cartello giallo fino al minuto precedente a quello in cui è prevista la timbratura. Il linguaggio internazionale delle regolarità prevede che il commissario riporti sulla tabella l'orario di arrivo nel momento in cui il navigatore appoggia la tabella sul tavolo, quindi se si dovesse entrare al C.O. nel minuto precedente a quello previsto è importante non consegnare la tabella alle 12:49 e 59 secondi della nostra gara immaginaria perchè si pagherebbero le penalità di un minuto di anticipo anche se si tratta solo di un secondo! Ovviamente, in caso di navigatore non vedente, le organizzazioni di gara ed il Progetto MITE si stanno movendo perchè il navigatore non debba scendere dalla macchina e la tabella venga ritirata dal finestrino, informando i commissari che la presenza del non vedente a bordo è segnalata dall'adesivo arancio del Progetto MITE sul lato passeggeri dell'auto. Essendo una particolarità non ancora prevista dal regolamento, potrebbe succedere che i commissari non accettino la tabella così consegnata. È bene in questi casi che scenda il pilota per non rischiare che si paghino delle penalità per il ritardo che potrebbe conseguire da battibecchi o polemiche. Diverse sono le modalità di rilevazione dei tempi per le prove cronometrate. Anche in questo caso si tratta di rispettare dei tempi imposti, ma con una precisione maggiore rispetto a quella da mantenere nei C.O. . La partenza della p.c. è stabilita dai commissari e lo stesso minuto corrisponde, come spiegato nell'esempio sopra, al minuto di inizio del nuovo settore. Se non ci sono particolari problemi che prolunghino l'attesa, come già detto, tra la fine del vecchio settore e l'inizio del nuovo ci sono 3 minuti concessi all'equipaggio per prepararsi alla p.c. . Nella nostra gara immaginaria, quindi, la partenza avverrà alle 12:53 e bisognerà arrivare alla fine della p.c. esattamente alle 12:58 e 20 secondi. Questa volta però non saranno dei commissari di gara a rilevare i tempi, ma un pressostato, un sottile tubicino di gomma posto proprio alla fine della p.c. su cui le ruote anteriori dell'auto dovranno passare esattamente alle 12:58 e 20 secondi. È un'impresa molto difficile, il cui scopo è "fare lo zero", come viene definito in gergo lo spaccare il centesimo di secondo, o comunque avvicinarsi il più possibile ad esso. Come per il C.O. è prevista la possibilità di arrivare con largo anticipo: anche qui un cartello giallo che può essere posizionato da 25 a 200 m dal pressostato indica che ci si può fermare. Il pressostato è invece segnalato da un cartello rosso; non è assolutamente possibile fermarsi tra il cartello giallo e quello rosso (errore definito fermo-ruote). Alla fine della p.c. potrebbe essere posizionato anche un cartello beige che indica il divieto di fermarsi alla fine della prova per non intralciare le altre auto. Potrebbero esserci dei commissari, solitamente posti qualche metro dopo la fine della p.c. nelle regolarità che seguono un rally, che riportano sulla tabella di gara il risultato conseguito nella p.c.: è infatti davvero complicato fare lo zero e non avere penalità, quindi conoscere prima della fine della gara i risultati conseguiti nelle prove rende l'idea di quanto ci si debba impegnare per migliorarsi nelle prove successive. A seconda del tempo imposto e della lunghezza delle prove o dei trasferimenti, la velocità in gara può essere più o meno sostenuta. È importante sapere che non esiste sul cruscotto delle macchine da rally l'indicatore di velocità: il conseguimento di buoni risultati si ottiene quindi grazie ad una buona conoscenza dell'auto da parte del pilota e di qualche calcolo basato sullo spazio da percorrere e il tempo da rispettare! È proprio in questo caso che entra in gioco il navigatore nelle p.c., oltre che nel dare indicazioni sulla strada da seguire o gli ostacoli da affrontare come tornanti o chicane! È importante quindi tenere presenti alcuni riferimenti come ad esempio che se si percorre 1Km in 1 minuto si sta sostenendo una velocità di 60Km/h, mentre che se si percorrono 10m in 1 secondo si sta sostenendo una media di 36Km/h. uno strumento molto tecnico chiamato trip-master, che rileva anche solo 1m percorso, e un buon cronometro regolato con l'ora di Francoforte (quella ufficiale a cui fanno riferimento i commissari) saranno sicuramente complici dell'equipaggio nella riuscita dell'ardua impresa di fare lo zero. Sono queste le principali nozioni che non si possono non sapere per affrontare una gara di regolarità sport; la regolarità classica si distingue da questa solo per alcune differenze, come ad esempio le prove aperte al traffico che possono anche essere concatenate in cui la fine di una risulta essere l'inizio della successiva. In oltre nelle regolarità classiche la partenza delle p.c. non è teorica. In una regolarità sport, com'è la nostra gara immaginaria, la partenza della p.c. è stabilita dai commissari, che l'avranno già riportata sulla tabella di gara prima della partenza; se la partenza è stabilita per le 12:53, quindi, non importa se partiremo alle 12:53 e 10 secondi o più tardi nello stesso minuto. Questa è una partenza teorica. Nelle gare di regolarità ciò non avviene: è infatti possibile decidere liberamente quando entrare nelle p.c.. La difficoltà aumenta perchè c'è da sperare che il secondo in cui si è fatto partire il proprio cronometro sia lo stesso in cui i commissari hanno fatto partire il loro. È possibile comunque trovare informazioni dettagliate sul regolamento delle gare di regolarità sull'Annuario CSAI, in particolare consultando la Norma Supplementare n. 23.
I COMPITI E LE CARATTERISTICHE DEL NAVIGATORE
Lo strumento principale del navigatore è il road-book che contiene lo schema del percorso di gara. In nero è diviso in righe e colonne: ogni riga corrisponde ad una nota la quale contiene 3 elementi principali:
(dx: destra; Bs: Brescia; dir.: direzione) Questi sono i parametri solitamente tradotti in braille, ma è possibile se necessario arricchire le note di altri particolari (distanza progressiva, tempi).il road-book in nero ha un forte impatto visivo, molto veloce; è per questo che ogni road-book in braille presenta all'inizio una legenda con il significato di alcune semplici abbreviazioni che rendono più scorrevole la lettura. Il ruolo del navigatore è centrale in un rally. Il pilota, molto concentrato alla guida di macchine cosė veloci e non sempre facili da controllare, non può preoccuparsi anche di non sbagliare strada; egli si fida completamente del suo navigatore che ha la piena responsabilità di eventuali errori di percorso e quindi di ritardi all'arrivo dei vari C.O. In più è compito del navigatore anche fare i calcoli dei tempi e degli orari in cui sono previste le timbrature. Le note date al pilota devono essere precise, chiare e devono essere dette con convinzione: il pilota deve sentirsi sicuro di ciò che noi gli diciamo di fare. Esitazioni nella nostra voce lo disorientano e lo deconcentrano dalla guida. A seconda di quello che il pilota ritiene opportuno, anche il cronometro ed il trip-master possono diventare strumento del navigatore che inizierà il conto alla rovescia quando mancheranno 15-20 secondi al passaggio sul pressostato alla fine della p.c. . Questo compito è certamente difficoltoso per il navigatore non vedente, ma non impossibile, dato che sono già in corso delle prove con dei cronometri sonori che scandiscono con un "bip" gli ultimi 15 secondi del tempo impostato. Il road-book in braille presenta nelle prime pagine la legenda con le abbreviazioni, la tabella tempi e distanze con il nome dei settori, la loro lunghezza, il tempo obbligatorio in cui percorrerli e le p.c. . I tempi delle prove però potrebbero subire variazioni a seconda della categoria a cui appartiene la macchina anche il giorno stesso del rally. Sarà il nostro pilota in questo caso a dirci quanto dura la p.c. e a chiederci di fare i calcoli necessari. È ovvio che un navigatore non vedente non può sapere quando è il momento di dare la nota successiva: se la nota fosse, ad esempio, 100m dritto car. Sirmione inizio sarà impossibile per il navigatore non vedente sapere che il punto di riferimento (cioè il cartello di Sirmione) è stato raggiunto. Il pilota con navigatore non vedente dovrà quindi CHIAMARE LA NOTA cioè chiedere al navigatore di dirgli la nota successiva. Sul metodo utilizzato l'accordo è libero tra navigatore e pilota a seconda delle loro esigenze e della loro intesa. Sono ormai 4 gli anni di esperienza acquisita nella trascrizione di road-book in braille. Questo ci ha permesso di renderli il più adatti possibile alla lettura braille in una macchina che sbanda, salta e che potrebbe quindi creare qualche problema nella lettura tattile: ogni nota comincia con una riga nuova, c'è sempre una riga vuota tra una nota e l'altra e l'interruzione di pagina 3 righe prima della normale impaginazione per evitare di dover allargare troppo i gomiti nella lettura a fondo pagina dato che a volte lo spazio a disposizione è davvero poco! Saranno ovviamente accettati nuovi suggerimenti. È richiesta da parte del navigatore non vedente una buona conoscenza del braille, o in caso di ipovisione un residuo visivo che permetta di sostenere la lettura di un road-book ingrandito a cui apportare eventuali modifiche con un pennarello.
CONCLUSIONE
Il Progetto MITE rinnova a tutti l'invito a partecipare! Siamo convinti che vi divertirete tantissimo e che conoscerete una nuova occasione per dimostrare a tutti che l'handicap visivo non è più un ostacolo ad una vita piena ed intensa di emozioni. Non è sicuramente diventando un buon navigatore che si risolveranno i problemi di tutti i giorni. In ognuno di noi troverete una persona normale che come voi ogni giorno affronta la vita con tutte le sue difficoltà, ma la nostra politica è quella della sfida, della non rassegnazione e del camminare a testa alta, e se attraverso lo sport è possibile mostrare a tutti quanto siamo in grado di fare, e farci conoscere, spero davvero che ci contattiate numerosi... ci crediamo davvero; non vogliamo che queste rimangano solo belle parole! Daniela Fiordalisi
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