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foto con Porsche

Mit Insieme Together Ensemble

Questa può essere considerata una favola del 2000, articolata su due elementi fondamentali: una profonda amicizia ed un progetto da realizzare che ha come lieto fine, il raggiungimento della "meta" prefissata.

Bruno e Gilberto, i due protagonisti, si incontrano qualche anno prima in quanto colleghi d'ufficio. Frequentandosi, scoprono di condividere le stesse passioni, in particolar modo l'amore per il mondo dei motori.

Ed ecco l'inizio della favola...


   Nel 1998 il Dottor Emilio Quaranta Giudice del Tribunale di Brescia, chiede all’ex rallista Bruno, di compartecipare al RAAB (Rally Alto Appennino Bolognese) ma in un secondo momento a causa di impegni professionali il Giudice è impossibilitato a partecipare alla manifestazione sportiva. La quota d’iscrizione ed i preparativi sono già inoltrati, quale occasione migliore per proporre a Gilberto l’affiancamento nel ruolo di navigatore. Naturalmente Gilberto accetta con entusiasmo nonostante la particolarità della sua situazione personale, vale a dire il fatto che Egli sia ipovedente cioè che possieda un piccolo residuo visivo.Tutto ciò non impaurisce i due amici che surclassando i problemi pratici, decidono di “lanciarsi” in questa nuova avventura. L’atmosfera respirata a bordo della FIAT 124 ABARTH è inebriante, il rombo del motore la grinta della guida, la velocità, il rispetto del cronometro sono solo alcune delle emozioni che rendono questo avvenimento memorabile al punto tale che, al ritorno, i due soci si ripromettono di possedere una propria auto da competizione.

   Poco dopo, unendo qualche soldo, tanta passione, e molto tempo libero, i due amici individuano ed acquistano un BMW 2002 TII del 1973. Dopo un doveroso restailing , la dotazione dei sistemi di sicurezza, e le dovute modifiche al motore, la “nuova auto” è pronta per accompagnare Bruno e Gilberto verso la seconda partecipazione al RAAB. La consapevolezza e l’orgoglio di possedere una propria auto, qualche spericolatezza e "derapata" in più contribuiscono all'appagamento finale.

   I due Amici, reduci dall’avventura positiva, decidono di estrapolare dalla loro esperienza una formula che possa essere adattata, e che riesca a coinvolgere i non vedenti nell’ambiente rallistico fino ad allora inesplorato e inaccessibile.

   Ancora una volta la supremazia dell’idea rispetto ai vincoli pratici dona in tutti i sensi all’iniziativa un carattere vincente.

   Nel 2000 Bruno e Gilberto a malincuore vendono il BMW, ma, a seguito di una segnalazione di alcuni appassionati di motori, i due si recano in Friuli Venezia Giulia dove vengono letteralmente folgorati da una PORSHE 911 RS 2700 azzurra, ex corsa gruppo B, datata 1973. Dopo una faticosa contrattazione, “approda” a Brescia tra lo stupore di amici e conoscenti. Da quel momento la Porsche 911 diviene il vessillo, il punto d'orgoglio e di forza nonché di ogni iniziativa M.I.T.E.

   La passione per la “celestina” spinge i due soci a ricostruirne la cronistoria attraverso le date dei rally effettuati, fotografie e documentazione varia. Stimolati da una tale potente, autovettura, e soprattutto convinti della validità del PROGETTO M.I.T.E. (Mit Insieme Together Ensamle) Bruno e Gilberto ed un gruppo di piloti richiedono all’Assessorato allo Sport del Comune di Brescia ed ottengono l’uso di un piazzale per poter sperimentare il progetto.

   Vengono reclutati per l’evento un gruppo di ragazzi non vedenti aiutati da note braille. Testimonial d’eccezione è in quell’occasione il pilota Clay Regazzoni.

   Ma questo evento assume un significato ancora piu' ampio se lo consideriamo come il capitolio di un ostacolo, che fino ad allora aveva contraddistinto lo spericolato mondo dei motori. Da questo punto l'accoglienza e l'intangibile prova di fattibilità prendono il posto dell'esitazione e della perplessità.

   È difficile trasmettere e probabilmente comprendere la soddisfazione e l’entusiasmo provato dai ragazzi non vedenti esploratori loro stessi di un universo ignoto, amplificato dalla particolarità dei sedili, dal volante sportivo, dal suono del motore, dalla dotazione del rooll bar e dal contatto con la fiammeggiante carrozzeria.

   Questo primo positivo riscontro invoglia i due amici a proseguire il progetto M.I.T.E e da’ la possibilità a persone non vedenti di affiancare esperti piloti nel difficile ruolo di navigatori, a bordo di auto da corsa storiche e non.

   Nel Giugno 2001, in occasione del rally storico di Franciacorta, tre ragazze (Cinzia, Chiara e Irene) durante le prove sperimentano le note braille.

La portata di tale evento è in parte limitata dal ridotto arco temporale a cui le note fanno riferimento.

Il sistema va tarato e migliorato.

Luglio 2001 San Polo/Brescia felice data per l'evoluzione del progetto M.I.T.E. Grazie al sodalizio fra Assessorato allo sport della Provincia di Brescia, Comune di Brescia e ASSOCIAZIONE HANDIAMO, un corposo gruppo di ragazzi non vedenti della Lombardia ha l'opportunità di essere navigatore per un giorno. L'occasione è propizia per compiere alcuni tragitti a bordo delle numerose auto da rally.

Agosto 2001 rally di Korcula e Novembre 2001 rally di Franciacorta, quali migliori circostanze per perfezionare il metodo braille e le rispettive note, e quali migliori ricordi considerato il primo posto ottenuto nella classe di appartenenza.

Durante il periodo invernale, ordinariamente dedicato alla fasi organizzative, i responsabili del progetto M.I.T.E incontrano Ernesto Cinquetti referente primo dell'AUTOCONSULT & COMPETITION, il quale manifesta oltre che la propria ammirazione, l'appoggio incondizionato a qualsiasi iniziativa a sostegno dell'inserimento dei non vedenti nell'ambiente rallistico, traducibile in una stretta e solida collaborazione della propria organizzazione a favore del progetto stesso. Il risultato di questa nuova alleanza si concretizza nel Marzo del 2002 a Salò, dove a livello mondiale, per la prima volta, quattro ragazzi non vedenti (Sandra Inverardi, Matteo Nappo, Dario Rossini e Irene Verzelletti) sperimentano ed utilizzano in gara un radar in braille che dà loro facoltà di non essere semplici passeggeri ma parte integrante della corsa. Il nuovo e fondamentale supporto è ideato e realizzato in tre fasi:
  1. La copia del radar fornita da Ernesto Cinquetti viene sinteticamente trascritta su floppy disc.
     
  2. Viene effettuato il controllo del master direttamente sul percorso rallistico attraverso il confronto con il radar tradizionale (in nero)
     
  3. Successivamente viene fatta la correzione delle imperfezioni emerse circa i 200 km del percorso in note braille.
     
Ed infine la stampa di cinque copie grazie alla disponibilità dell’Unione Italiana Ciechi di Brescia.

La seconda iniziativa dell'anno realizzata da M.I.T.E. con la collaborazione di AUTOCONSULT & COMPETITION vede di nuovo protagonisti Gilberto e Bruno impegnati in ben tre ricognizioni singolarmente e con i navigatori Paolo Ambrosi, Daniela Fiordalisi e Alessandra Inverardi che a rotazione esaminano le note, per privare di difetti il radar braille.

Essendo la garanzia di sicurezza uno dei fattori che stanno maggiormente a cuore agli organizzatori del M.I.T.E, viene data particolare attenzione a tale fase di collaudo.

Ed ecco finalmente il giorno della gara, Domenica 28 Aprile, Colli Morenici Mantovani, alle ore 11, dopo uno scambio di saluti con Ernesto Cinquetti i tre equipaggi formati da:

Contrassegno Auto Pilota Navigatore
N.5 LANCIA S4 Guglielmo Scalzotto Alessandra Inverardi
N.6 ALFA GTV 2000 Pietro Vacchelli Paolo Ambrosi
N.7 PORCHE RS 2700 Bruno Ferrari Gilberto Pozza

La gara, anche in questo caso, ha ricevuto il pieno consenso di partecipanti e spettatori oltre che dell'amico Ernesto Cinquetti che ai complimenti ha unito il rinnovo dell'appuntamento al Rally di Franciacorta.

Il 28 luglio 2002 si è corso il Rally di Franciacorta con numero 6 equipaggi iscritti:

Contrassegno Auto Pilota Navigatore
N.1 Opel Manta Sergio De Cecco Alessandra Inverardi
N.2 Peugeot 106 Tiziano Zadra Enrico Mussinelli
N.3 Renault Clio 16v Marco Morandi Guglielmo Boni
N.4 Renault Clio 16v Fabio Rosi Dario Rossigni
N.5 Alfa GTV Piero Vacchelli Daniela Fiordalisi
N.6 Porche RS 2700 Bruno Ferrari Gilberto Pozza

Grande successo, ottima organizzazione, grande esperienza per tutti ed un arrivederci al 2003 per proporre l'esperienza a nuovi navigatori.

Dal riscontro avuto con i ragazzi partecipanti, l'utilizzo del supporto radar direttamente in gara, e non solamente durante le prove speciali su circuiti, conferisce per mezzo delle note chiare e scorrevoli una qualità aggiunta all'evento.

Essere navigatori con il peso delle responsabilità che ciò comporta è stato considerato dai partecipanti oltre che una prova di fiducia nelle proprie capacità spesso sottovalutate, un'esperienza da ripetere e trasmettere ad amici e soggetti in altro modo svantaggiati.

A fine agosto 2002 si è svolto il rally internazionale in Dalmazia, Bruno Ferrari e Gilberto Pozza, unico equipaggio iscritto del Progetto MITE, a vinto la sua classe ripetendo il successo del 2001. È un esperienza unica e molto importante in quanto l'equipaggio del Progetto MITE è normalmente iscritto, come tutti i partecipanti al rally. Consigliabile come esperienza sportiva per tutta la durate del rally, e successivamente come località turistica.

Come ogni favola che si rispetti anche questa possiede i presupposti per un lieto fine. Tutto ciò sarà senza dubbio facilitato dall'instancabile impegno di Gilberto e Bruno, dai collaboratori, dai non vedenti, e da tutti coloro che vorranno compartecipare alla realizzazione del progetto.





Lettera di Cinzia navigatrice non vedente dopo l'esperienza di Idro 9 novembre 2003

Un brivido chiamato Porsche

Crone di Idro (BS) domenica 9 novembre ore 11.30:

il cielo, ieri abitato da nuvoloni di pioggia e di neve, oggi mostra sgombro il tenue sole invernale.

Sul piazzale decine di macchine sportive un po' sbuffando, come signore che si incipriano il naso e si aggiustano la gonna prima di una sfilata, sono intente negli ultimi preparativi: il controllo delle gomme e dei freni, il posizionamento dei sedili, la prova cinture.

"30 secondi!" - annuncia tranquilla la voce dello starter - Seduti in braccio ad una porche azzurra, Christian il mio pilota, e io navigatrice con lo schema radar sulle ginocchia chiacchieriamo: è il suo primo rally e anche per me è la prima vera esperienza. L'eccitazione si fa sentire, ma è ancora la mente a far da padrone.

"10 secondi!" - ci informa lo starter – nella mia pancia scorrono veloci gli ultimi brividi dell'attesa. Il motore mormora smanioso di far fuori uscire la sua potenza.

"5 secondi!" le parole si fermano sulla bocca e quando Christian, il piede che scalpita sull'acceleratore, libera la frizione il mio cuore salta dritto in gola, dove riecheggia il fremito del motore.

Il rombo taglia secco l'aria e disegna con l'odore dei motori una scia che oltrepassa tutto ciò che ci circonda. I finestrini abassati, ci raggiungono dirompenti le grida dei tifosi e il ruggito delle altre macchine, come belve che si sfidano, mostrano i denti e alzano la voce.

Nelle prove speciali i battiti sembrano impazzire, sballottati tra una curva a destra ed una a sinistra, una frenata improvvisa, il fiato sospeso.

Le gomme mordono voraci l'asfalto.

Nemmeno un'ora di stop per il pranzo e poi eccoci di nuovo via a sfrecciare sulle strade; questa volta ancora più veloci! Ormai l'intesa tra pilota e navigatore è forte, piena dello stesso piacere intenso e del desiderio crescente di velocità che, come una forza interiore, si impadronisce di noi e spumeggiante ci trascina con sè.

Sembra di stare al centro di un vortice: ci siamo solo noi, la macchina e, attorno, solo la strada che impaziente ci aspetta.

Sono già le 16.30 e con quasi 200 km alle spalle il rally è finito. Christian ed io appagati scendiamo dalla Porche. Le gambe portano ancora i fremiti della corsa.

La tensione accumulata è tanta, siamo stanchi, ma l'emozione provata è più viva che mai e più forte di ogni stanchezza.

Mi chiamo Cinzia, ho 27 anni e sono non vedente. Se ho potuto vivere l'ebrezza di una Porsche è grazie a Gilberto Pozza, promotore del progetto MITE (mit, insieme, togheter, ensamble) che vede, a fianco di alcuni piloti sensibili a quest'iniziativa innovativa, dei ragazzi ciechi, muniti di schema radar in Braille, calarsi nei panni emozionanti del navigatore. Ed "insieme" è la parola che meglio di ogni altra descrive l'esperienza del rally dove il pilota e il suo navigatore insieme, l'uno grazie alla presenza dell'altro, corrono verso una meta comune.
 
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